Palazzo di Malta

L’origine del complesso degli edifici risale a una donazione del 1187 a favore dell’Ordine di San Giovanni fatta da Gerardo, Arcivescovo di Ravenna, di un terreno in località Fossaputrida per costruirvi una Chiesa ed un convento.

I peducci in pietra di un arco alla base del distrutto campanile, il chiostro che appare sostanzialmente quello originale, qualche traccia di un affresco riapparsa nel 1957 in occasione di restauri sul lato esterno della chiesa sono le più antiche vestigia di quei tempi lontani.

Molteplici restauri succedutisi in varie epoche hanno certamente mutato l’aspetto degli edifici, ma non la loro struttura fondamentale. La più antica raffigurazione ci è data dalla famosa pianta di Venezia delineata da Jacopo de’ Barbari nell’anno 1500. Nella xilografia di questo artista, diligente e fedele nel riprodurre la realtà, si vedono disegnati la chiesa e il convento di San Giovanni del Tempio, poi di Malta, nell’aspetto planimetrico e volumetrico che conservano tutt’ora.

Il palazzo priorale sorge di fianco alla chiesa che conserva ancora la struttura originale che aveva nei primi anni del cinquecento: al centro è il cortile, circondato su tre lati dal chiostro, con la vera da pozzo e lo scalone che conduce alla sala dell’archivio.

L’Ordine possedeva un tempo tutte le case che prospettano sulla Corte di San Giovanni di Malta, sulla Calle dei Furlani e anche quelle in Campo delle Gatte che erano adiacenti all’orto, il quale occupa una superficie di circa tremila metri quadrati ed è probabilmente oggi il più vasto di quelli ancora privati nel centro storico di Venezia.

Fino alla fine del Settecento nel palazzo abitarono alcuni Gran Priori e –quando questi non vi risiedevano–  un Luogotenente che riuniva per lo più anche le cariche di Ricevitore e di Ministro presso la Repubblica veneta, e per questo motivo il palazzo venne chiamato talvolta, oltre che priorale, anche ministeriale. Qui si tenevano i ricevimenti ufficiali dei Ministri dell’Ordine, secondo un apposito cerimoniale.